Polaroid Spectra: il ritorno di un mito degli anni Ottanta

Oggi parliamo di una fotocamera istantanea che più vintage non si può: la Polaroid Spectra.

Fece il suo ingresso sul mercato verso la fine degli anni Ottanta, precisamente nel 1986. Il suo aspetto, in effetti, è tipico di quel periodo: squadrato, piatto e, se vogliamo dirla tutta, un po’ monotono.

La Spectra però, è un oggettino piuttosto rivoluzionaria per l’epoca. Sì, perché è una delle prime fotocamere istantanee dotate di autofocus basato sulla tecnologia Sonar.

Cosa significa? Che il sistema a ultrasuoni installato sulla macchina è in grado di valutare la corretta distanza dal soggetto e di regolare la messa a fuoco di conseguenza. Insomma, la Polaroid Spectra si comportava come una moderna reflex già nel 1986.

Potevano i ragazzi di The Impossible Project farsi sfuggire l’occasione di riportare alla luce cotanta meraviglia tecnologica? Ovviamente no! È grazie a loro che oggi possiamo apprezzare (e soprattutto acquistare) nuovamente la polaroid Spectra.

Autofocus, flash integrato, esposizione automatica e formato 3×2: queste sono le principali caratteristiche della Polaroid Spectra, ora come allora.

Stai facendo un pensierino sull’acquisto ma sei ancora indeciso? In questa recensione troverai tutte le risposte ai tuoi dubbi.

Com’è fatta la Polaroid Spectra?

Il design della Polaroid Spectra fa un po’ il verso a quello della Polaroid SX 70 ma, secondo la mia modesta opinione, con meno stile.

Come la SX 70, anche la Spectra si chiude completamente su se stessa arrivando ad assumere le dimensioni di un quadernetto tascabile. È comodissima da portare in giro, sia in mano che nello zaino.

Per aprirla, basta spingere la levetta che si trova su uno dei lati della fotocamera. La parte superiore della macchina farà uno scatto verso l’alto, e in men che non si dica sarà pronta a immortalare i tuoi soggetti.

Cerchiamo però di prestare più attenzione a ciascun particolare.

Nella parte frontale, ad esempio, troviamo l’obiettivo al centro e una sorta di specchietto situato proprio al lato della lente. Quest’ultimo non ha nulla a che vedere con selfie o autoscatti di gruppo, ma con qualcosa di molto più complesso: si tratta infatti del sonar dell’autofocus!

Sempre sul fronte della macchina troviamo anche il flash integrato, il mirino e l’esposimetro, oltre alla fessura di uscita delle istantanee che è situata nella parte sottostante. Per aprirla bisogna premere un piccolo bottone che si trova su uno dei lati della fotocamera.

Ma è sul retro della Polaroid Spectra che ci imbattiamo nella parte più interessante. Qui troviamo il “pannello di controllo” della macchina, un insieme di comandi che servono a regolare le sue funzionalità. Di questo, però, parleremo meglio più avanti.

Ci sono anche due piccoli led, uno rosso e uno verde. Il primo si illumina una volta accesa la fotocamera, il secondo invece si illuminerà dopo qualche secondo (a indicare che la macchina è pronta all’uso).

Scheda tecnica della Polaroid Spectra

Voglio riportare un breve elenco delle caratteristiche tecniche principali della Spectra, giusto per soddisfare la curiosità dei più nerd tra i nostri lettori:

  • Obiettivo: 125mm f/10 3 elementi “Quintic”
  • Otturatore: elettronico; da 2.8 sec a 1/200 (?) sec.
  • Esposizione: automatica
  • Messa a fuoco: automatica attraverso il Polaroid Sonar AF system
  • Controllo messa a fuoco su infinito
  • Indicatore della distanza di messa a fuoco nel mirino (in piedi e metri)
  • Allarme sonoro quando la foto a fuoco (si può disattivare, per fortuna)
  • Flash elettronico automatico; può essere disattivato
  • selettore lighten/darken
  • Self Timer
  • Attacco per telecomando

Come vedi, non c’è molto da sapere sulla Polaroid Spectra, quantomeno da un punto di vista tecnico. E poi diciamocelo: quello che ci interessa più di tutto è la qualità delle immagini scattate con questo oggettino, quindi andiamo subito al sodo.

Scattare con la Polaroid Spectra

Prima di parlare di come vengono le foto scattate con la Spectra, vediamo di chiarire a cosa servono i diversi pulsanti situati sul retro della macchina.

  • La nota musicale: se attivato, la macchina emetterà un suono ogniqualvolta scatterà una foto. Se questa funzione non fa per te, basta semplicemente disattivarla premendo il pulsante.
  • Il timer: utilissimo per le foto di gruppo o per i selfie, ha una durata di circa 10 secondi scanditi da un countdown sonoro.
  • AF: serve ad attivare o disattivare l’autofocus
  • Flash: la Spectra è dotata di flash integrato, con questo tasto è possibile disattivarlo.
  • Esposizione: come in tutte le Polaroid, l’esposizione è regolabile solo da “più chiaro” a “più scuro”.

Ok, è arrivato il momento di parlare delle foto scattate con la Polaroid Spectra. Devo ammettere che, purtroppo, non mi hanno impressionato granché. I colori sono slavati, poco nitidi, ed eccessivamente tendenti al vintage. Insomma, sono decisamente poco realistici.

È chiaro che quando si acquista una fotocamera di questo tipo, l’ultima cosa che si vuole è ottenere una certa precisione e nitidezza nello scatto. Le istantanee ci piacciono proprio perché sono imperfette, un po’ sfocate, creative. Però a tutto c’è un limite e, personalmente, non amo le scelte fatte da Polaroid Originals riguardo la Spectra.

C’è anche da dire che le fotografie tendono a sbiadirsi ulteriormente con il passare degli anni, un difetto che sembra essere legato alla natura delle pellicole.

In questo senso, fotocamere moderne come la Instax Wide fanno un lavoro decisamente migliore. I colori sono più pieni e vibranti, e soprattutto le immagini non sbiadiscono con il passare del tempo. Fosse in te, terrei questo fattore in considerazione al momento dell’acquisto.

Inoltre, pare che la Spectra abbia un altro grosso problema legato all’espulsione delle istantanee. Sembra infatti che la pellicola tenda a incastrarsi all’interno della macchina, e che il più delle volte fatichi a uscire.

Come saprai, le pellicole Polaroid Originals hanno la batteria integrata al loro interno. Probabilmente il voltaggio dei film Spectra non è sufficiente a sostenere sia la stampa che l’espulsione dello scatto. Però ecco, non so se me la sentirei di spendere circa 140 euro per ritrovarmi con tutti questi problemi.

Un lato positivo in tutto questo c’è: con la Polaroid Spectra puoi realizzare delle bellissime doppie esposizioni. Come? Devi solo impostare il timer e lasciare che scatti la foto in automatico al termine del conto alla rovescia. Finché non premerai nuovamente sull’apposito interruttore, il film non verrà espulso dalla macchina. Non ti resta dunque che spegnerla, riaccenderla e aspettare che il timer si riattivi e finisca il countdown. Al termine, potrai stringere la tua fantastica doppia esposizione fra le mani.

O meglio, dovrai aspettare circa 30 minuti affinché si sviluppi completamente!

Verdetto finale

Forse l’avrai intuito da alcuni commenti che ho fatto nel corso della recensione, ma personalmente non mi sento di consigliare l’acquisto di questa fotocamera. Non a tutti, perlomeno.

Se sei follemente innamorato del look retrò e non hai problemi di budget (e soprattutto, non t’importa che le tue foto sbiadiscano in qualche anno), allora acquista pure la Polaroid Spectra. Preparati però a spendere circa € 20 per ogni cartuccia di pellicole da 8 pose.

Altrimenti, io ti consiglio di orientarti verso fotocamere più economiche, performanti e facili da usare. Certo, le vecchie Polaroid hanno il loro fascino, ma in questo caso la qualità del prodotto lascia un po’ a desiderare.

 

8.5 Total Score
Buona istantanea vintage

La Polaroid Spectra è una bella macchina, secondo me però non all'altezza, come fascino, alla SX 70. Costa però meno della metà di quest'ultima, quindi se sei un appassionato di vecchie istantanee e non hai un grande budget questa macchina può essere per te.

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