Lomografia: perché il vintage non passa mai di moda

Tonalità allucinogene, vignettature importanti, doppie esposizioni. Ma anche sfocature, bruciature e universi paralleli.

In una parola? Lomografia. Non è solo un particolare stile fotografico, è molto di più. Nel giro di pochi anni si è trasformato in un movimento socio-culturale internazionale che ha riportato la fotografia analogica alla ribalta delle cronache.

Ogni istante immortalato con una Lomo pare un sogno dalle tinte un po’ acide, ma traboccante di poesia. Se non sei molto ferrato riguardo la lomografia, questa è la tua chance per saperne di più. Continua a leggere per scoprire cosa la rende tanto speciale.

 

La nascita di un mito

Tutto ebbe inizio nei primi anni Novanta, quando due giovani amici di origine austriaca decisero di partire per una breve vacanza in quel di Praga. Una cittadina affascinante, bisogna ammetterlo.

Matthias e Wolfgang – questi i nomi dei giovani studenti – trascorrevano il loro tempo esplorando la città da cima a fondo. Ammiravano gli edifici gotici che sovrastano la collina circostante, il magnifico Ponte Carlo e i vicoli gremiti di turisti col naso all’insù, alla ricerca del prossimo dettaglio da immortalare su pellicola.

Un giorno, i due si ritrovarono a uno dei tanti mercatini delle pulci che periodicamente fanno la loro comparsa in città. Fu proprio lì, adagiata su una bancarella qualsiasi, che si imbatterono in una Lomo LC-A – una macchina fotografica di fabbricazione russa risalente ai primi anni Ottanta.

Rimasero subito colpiti dagli scatti che quella piccola scatoletta era in grado di realizzare. Si innamorarono delle tinte acide e delle atmosfere oniriche che intravedevano nelle pellicole già sviluppate. Com’era diverso il mondo visto attraverso la lente di una Lomo!

E niente, il resto è storia.

Tornati in patria, fondarono la Società Lomografica nel 1992 con l’obiettivo di riportare alla luce quel mood un po’ vintage e nostalgico legato alla fotografia, e di farlo conoscere a quante più persone possibile. Pensa che riuscirono persino a ottenere il permesso di riprodurre fedelmente le Lomo originali da Vladimir Putin in persona!

Crearono il marchio “Lomography” e iniziarono a produrre le prime macchinette di nuova generazione, in tutto e per tutto identiche alle originali. La qualità costruttiva non era di certo il massimo, ma poco importava. L’unica cosa che contava era trasmettere quella libertà di sperimentare, di giocare coi colori e con le esposizioni al pubblico, trasformandola in una vera e propria forma d’arte.

Le prime LOMO 35 mm LC-A

Facciamo un ulteriore passo indietro fino al 1984, anno in cui la Lomo 35 mm LC-A fece il suo ingresso sul mercato – prima di essere ritrovata, qualche anno più tardi, dai nostri eroi Matthias e Wolfgang su una bancarella a Praga.

Forse non sai che LOMO è un acronimo che significa “Leningrad Optics & Mechanics Amalgamation”, ovvero il nome di un’azienda con sede a San Pietroburgo specializzata nella produzione di sistemi ottici avanzati. LC-A, invece, sta per Lomo Compatta Automatica.

Le prime macchine fotografiche prodotte dalla LOMO risalgono addirittura al 1953. Mi riferisco a una serie chiamata Smena, diventata famosa per il costo irrisorio delle fotocamere. La LC-A, invece, è l’emblema della compattezza: misura solo 10,5 x 6 x 2,8 cm e pesa davvero pochissimo – merito della plastica con cui è realizzata. È perfetta da portare in giro, sta comodamente nella tasca dei jeans o della giacca senza dare alcun fastidio.

Ma come fa la LOMO a conferire quell’effetto super particolare alle foto che scatta? Il merito è tutto dell’obiettivo che, con un’apertura di F/2,8 – combinata alle dimensioni ridotte della lente – crea quel riconoscibilissimo “effetto tunnel” dalle tinte sature e dalla vignettatura marcata.

Occhio però a non aspettarti più di questo. I fan della LOMO impazziscono per lo stile vintage e sognante degli scatti, ma sanno perfettamente che non possono aspettarsi più di tanto da un punto di vista tecnico. Le immagini sono e rimarranno sempre imperfette, in alcuni casi piene di pecche. Ma in fondo, è proprio questo il bello della lomografia.

lomo automat

Le 10 regole della lomografia

Cosa dicevo poco fa? Che la Lomo non è solo il simbolo di un certo stile fotografico, ma anche e soprattutto di uno stile di vita? Bè, questa ne è la riprova. Qualcuno ha pensato bene di inventarsi una sorta di decalogo del buon lomografo, un po’ come è successo a suo tempo per il celebre Fight Club.

Ecco i 10 comandamenti della lomografia, in tutto il loro splendore:

  1. Porta la tua Lomo ovunque tu vada
  2. Usala sempre di giorno e di notte
  3. La lomografia non è un’interferenza nella tua vita ma ne è parte integrante
  4. Scatta senza guardare nel mirino
  5. Avvicinati più che puoi
  6. Non pensare!
  7. Sii veloce
  8. Non preoccuparti in anticipo di quello che verrà impresso
  9. Non preoccuparti neppure dopo
  10. Non preoccuparti di nessuna regola

Inutile dire che il punto più importante è certamente il numero 4, l’esortazione sulla quale si fonda tutto il movimento. Come nella fotografia istantanea, anche nella lomografia è tutto questione di un attimo: pochi secondi per riuscire a cogliere e concretizzare l’ispirazione, e ancora meno per immortalare il momento presente.

Mi sembra quasi di sentire nell’aria l’eco delle parole di un grandissimo personaggio del Novecento. Un certo Pablo, che una volta ha affermato: “Impara le regole come un professionista, affinché tu possa infrangerle come un artista”. Forse Matthias e Wolfgang pensavano proprio a Picasso quando hanno stilato il decalogo della lomografia, quasi a voler enfatizzare l’ambizione artistica del movimento stesso.

La lomografia digitale

Oggi Lomography è un brand di tutto rispetto che produce fotocamere nuove di zecca, ma sempre rispettando la tradizione del passato. L’azienda è riuscita a riportare in vita l’ormai defunto rullino fotografico, e ha permesso alle nuove generazioni di avvicinarsi a un tipo di fotografia di cui finora avevano solo sentito parlare – quella analogica.

Sarà forse anche merito di app come Instagram o Hipstamatic che hanno riportato in vintage alla ribalta delle cronache. I loro famosi filtri rendono omaggio ai “bei tempi andati”, e hanno instillato nel pubblico una sorta di nostalgia per un’epoca in cui il digitale ancora non esisteva.

Sullo store ufficiale del brand si possono trovare decine di modelli di Lomo, oltre a rullini e accessori di tutti i tipi. Il marchio è conosciuto e amato in tutto il mondo, tanto che Lomography ha voluto rendere omaggio a tutti i suoi fan creando una community ufficiale in cui condividere foto e scambiarsi consigli.

L’unico neo rimane losviluppo delle foto. Sono ormai pochi gli esercizi commerciali in grado di occuparsene, e i prezzi sono schizzati alle stelle. Devi sapere che i negativi a colori richiedono più passaggi rispetto allo sviluppo del bianco e nero. Quest’ultimo, in realtà, si può sviluppare anche in casa (acquistando i reagenti chimici necessari online, a prezzi decisamente inferiori).

L’alternativa è acquistare il servizio ufficiale di Lomography. Basta visitare il sito e scegliere l’opzione desiderata fra quelle disponibili sullo store, e poi spedire i rullini alla sede centrale di Vienna. L’azienda te li rispedirà indietro una volta sviluppati.

Quale macchinetta comprare?

Bè, hai solo l’imbarazzo della scelta! Se vuoi risparmiare qualche soldo e se ti senti portato per il fai da te, prova la Konstruktor. Si tratta di una macchinetta in plastica che dovrai assemblare tu stesso prima di iniziare a scattare. Un po’ come i mobili Ikea.

Se invece preferisci le tipiche fotocamere ingombranti, super vintage e stilose, scegli la Diana F+ (con o senza flash). Potrai sperimentare con le doppie esposizioni o il pinhole, oltre a creare magnifici scatti con tempi lunghi.

Che dire poi della Sardina? Non ti preoccupare, stiamo sempre parlando di macchine fotografiche. Il fatto è che Lomography ha scelto un design piuttosto curioso per questo modello che rassomiglia in tutto e per tutto a una scatola di sardine. È colorata, ha un’obiettivo grandangolare ed è facile da usare: cosa si può volere di più?

lomo sardina

Una cosa ci sarebbe. Sarebbe fantastico combinare la personalità della lomografia con la magia della fotografia istantanea. La buona notizia è che si può fare davvero! Sì, perché Lomography ha pensato bene di progettare la Lomo Instant, una macchinetta che utilizza le pellicole Fujifilm Instax Mini e permette di fare esposizioni multiple illimitate con 3 diverse lenti a disposizione – fisheye, ritratti e close-up.

Sono certa che ora sai molto di più riguardo la lomografia rispetto a quando hai iniziato a leggere questo articolo. E scommetto che nel frattempo ti è venuta un’irrefrenabile voglia di provare a scattare con una di queste macchine. Cosa stai aspettando? Visita lo store e scegli quella più adatta a te!

We will be happy to hear your thoughts

Leave a reply